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Stasera, domenica 18 gennaio alle 23.40 su Rai 1, va in onda lo Speciale Tg1 “Sognando Marte” di Elisabetta Mirarchi, con il montaggio di Ester Aurilia e le ricerche di Giovanna Crispino. Un viaggio nel presente e nel futuro dell’esplorazione del pianeta rosso, mentre la Casa Bianca ha deciso di cancellare la missione NASA Mars Sample Return, progettata per riportare sulla Terra campioni di roccia marziana.
Nonostante il taglio dei fondi, l’interesse verso Marte resta altissimo. Il pianeta, un tempo molto simile alla Terra, continua a porre domande cruciali:
- esisteva vita miliardi di anni fa
- perché il suo nucleo si è spento
- quanto siamo vicini a una missione umana
Negli ultimi decenni rover e lander hanno scritto la storia dell’esplorazione: Spirit, Opportunity, Curiosity, Ingenuity. Ma è Perseverance ad aver individuato le tracce più promettenti, le cosiddette biofirme, possibili indicatori di antica attività biologica.
Nel 2028 partirà il rover Rosalind Franklin, missione ESA, progettato per perforare il suolo fino a due metri alla ricerca di molecole organiche protette dalle radiazioni. Una delle missioni più attese del prossimo decennio.
Gli Stati Uniti restano i più ottimisti sulla possibilità di portare l’uomo su Marte: Elon Musk prevede l’arrivo dei primi equipaggi entro il 2055. Anche il presidente Donald Trump, nel giorno del suo insediamento, aveva promesso di piantare la bandiera americana sul pianeta rosso, pur avendo successivamente ridotto i finanziamenti alla NASA.
A raccontare ciò che sappiamo e ciò che resta da scoprire intervengono:
- Paolo Ferri, già direttore operazioni ESA
- Luca Parmitano, astronauta ESA
- Amedeo Balbi ed Emilio Cozzi, divulgatori scientifici
- Teodoro Valente, presidente ASI
- Giampaolo Di Paolo, AD Thales Alenia Space Italia
- Massimo Comparini, direttore divisione spazio Leonardo
Lo Speciale mostra anche i programmi di addestramento in ambienti estremi utilizzati da NASA ed ESA: deserti, grotte, habitat isolati. Tra le testimonianze, quella di Marco Buttu, ricercatore INAF, che ha trascorso tre anni nella base antartica Concordia, soprannominata White Mars per le condizioni estreme.
Chiude il reportage un approfondimento sui progetti ASI ed ENEA dedicati alla produzione del cibo del futuro per gli astronauti, con coltivazioni in ambienti controllati e sistemi di riciclo avanzato, fondamentali per le missioni di lunga durata.
Redazione BlogSocialTv