LEGGI ANCHE: Marco Ferraglioni, dall’analisi dei media alla televisione: un percorso costruito sul campo
Rai conferma: nessuna base negoziale condivisa
Rai Way EI Towers accordo saltato – Il Memorandum of Understanding tra Rai, F2i e MFE–MediaForEurope per una possibile aggregazione tra Rai Way ed EI Towers è scaduto a mezzanotte senza accordo. Le parti hanno condotto analisi approfondite su profili industriali, societari, finanziari, regolamentari e di governance, ma non è stato possibile individuare condizioni negoziali condivise.
Rai ribadisce l’impegno a perseguire opzioni industriali solide, sostenibili e coerenti con la missione di servizio pubblico.
Perché l’operazione è saltata
Dalle ricostruzioni delle principali fonti finanziarie emergono diversi nodi che hanno bloccato l’intesa:
- Governance e controllo — EI Towers aveva accettato un controllo al 50,1% in capo a Rai Way, ma restavano irrisolti i temi sulla nomina dell’amministratore delegato, sulla struttura delle azioni senza diritto di voto e sulla durata degli accordi.
- Durata dei contratti di servizio — MFE era disponibile ad allungare i contratti fino al 2047, ben oltre l’attuale scadenza, ma un vincolo così lungo su una società a controllo pubblico è stato considerato problematico per futuri CdA e per un settore in rapida evoluzione.
- Concambio e valutazioni — Il business plan di EI Towers sarebbe stato rivisto al ribasso, con impatto negativo sulla valutazione e quindi sul concambio. EI Towers chiedeva una partecipazione più solida e un riconoscimento economico maggiore.
- Condizioni giudicate “ultimative” — Secondo alcune ricostruzioni, Rai avrebbe percepito le condizioni poste da MFE come non negoziabili e sbilanciate a favore degli azionisti di EI Towers.
- Contratti di lungo periodo con MFE — Rai avrebbe chiesto l’estensione dei contratti commerciali fino al 2037, oltre la scadenza delle concessioni frequenziali del 2032, creando incertezza regolatoria per MFE.
LEGGI ANCHE: Palinsesti Mediaset 2026-2027: tutte le novità ufficiali
Il contesto industriale – Rai Way EI Towers accordo saltato –
L’aggregazione avrebbe creato un polo nazionale delle torri televisive da circa 4 miliardi di euro, con 4.700 siti e oltre 500 milioni di ricavi annui, mantenendo il controllo in capo a Rai con almeno il 50,1% dei diritti di voto.
Il progetto era considerato strategico per il consolidamento del settore broadcast italiano, ma è naufragato ancora una volta dopo anni di tentativi.
Gli sviluppi futuri
Secondo le analisi di mercato e le fonti finanziarie, ora si aprono tre possibili scenari:
- Riapertura della trattativa — Nonostante la fumata nera, nessuna delle parti può aggregarsi con altri operatori italiani. Una riapertura del dossier non è esclusa, ma richiederebbe un riequilibrio delle condizioni.
- Proroga del Memorandum — Alcuni analisti, come Banca Akros, ritengono possibile una nuova proroga per tentare di ricucire la distanza negoziale.
- Vendita di una quota di Rai Way — Rai potrebbe valutare la cessione della quota eccedente il 50,1%, oggi pari al 65%, per finanziare il piano industriale mantenendo comunque il controllo della società.
Nodi strutturali
L’aggregazione tra Rai Way ed EI Towers si ferma ancora una volta davanti a nodi strutturali: governance, durata dei contratti, concambio e condizioni ritenute non equilibrate. Rai conferma la volontà di creare valore nel lungo periodo, ma il progetto del grande polo nazionale delle torri resta sospeso, in attesa di eventuali nuovi sviluppi.
Redazione BlogSocialTv ©